La corrida di Fernando Botero
Per molti artisti la corrida è stata un soggetto drammatico e cruento; per Fernando Botero è stata prima di tutto un ricordo d’infanzia e una festa di colori. In La corrida il pittore colombiano porta nell’arena i suoi personaggi inconfondibili, dalle forme abbondanti e dall’espressione impassibile, trasformando lo spettacolo taurino in una scena insieme solenne e ironica.
La storia dell’opera
Botero, nato a Medellín nel 1932 e scomparso nel 2023, ebbe con la tauromachia un legame molto personale. Intorno ai dodici anni lo zio che lo aiutava a crescere lo iscrisse a una scuola per toreri, ma si accorse presto che il ragazzo era molto più interessato a disegnare e dipingere tori che ad affrontarli. I suoi primi acquerelli, con tori e matador, venivano venduti da un uomo che commerciava biglietti per le corride.
Quella passione giovanile riemerse con forza nella maturità: negli anni Ottanta Botero dedicò al mondo della corrida un ampio ciclo di dipinti e disegni, ritraendo toreri, picadores, cavalli e pubblico. Il tema divenne così uno dei capitoli più riconoscibili della sua produzione, accanto alle scene di vita colombiana e alle reinterpretazioni dei grandi maestri.
Descrizione e stile
La scena si svolge davanti alla barriera dell’arena, con le gradinate gremite di spettatori sullo sfondo e i manifesti della corrida affissi ai muri. Al centro un torero dal vestito celeste e argento stringe la cappa rossa; a sinistra un compagno in traje de luces rosso e oro e una piccola figura vestita di bianco completano il gruppo. A destra un picador in nero, con il cappello calcato in testa, siede su un cavallo protetto dalla tradizionale imbottitura.
Come sempre in Botero, i corpi sono gonfi e monumentali, ma l’effetto non è caricaturale: è un modo per esaltare la sensualità della forma, come l’artista stesso amava dire. I colori sono pieni e brillanti, stesi in campiture lisce e senza ombre drammatiche, e il rosso della barriera e delle cappe accende tutta la composizione. Ne nasce un’immagine allegra e teatrale, che celebra il rito più che la violenza.
Una copia d’autore dipinta a mano a olio su tela
Questa è una copia d’autore dipinta a mano a olio su tela, realizzata da copisti selezionati da Directarte che conoscono bene la pittura liscia e luminosa di Botero. Non è una stampa: ogni volume e ogni velatura sono costruiti a pennello.
Il formato della tela è di 90 × 60 cm. Dalla pagina prodotto puoi aggiungere una cornice o un telaio per avere il quadro già pronto da appendere.







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