Jean-François Millet
Jean-François Millet è il pittore per eccellenza della dignità contadina. Le sue figure di contadini chini sulla terra, avvolte nella luce dorata del tramonto, hanno trasformato il lavoro manuale in soggetto degno della grande pittura — influenzando Van Gogh, Dalí e tutta la pittura sociale dell'Ottocento.
Jean-François Millet
Il poeta della terra e del lavoro
Jean-François Millet nacque nel 1814 a Gréville-Hague, in Normandia, da una famiglia di contadini. Trasferitosi a Parigi per studiare pittura, rimase però sempre legato alla sua origine rurale. Nel 1849 si stabilì a Barbizon, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove trascorse il resto della vita a dipingere i contadini che lavoravano nei campi.
Le opere
Le Spigolatrici (1857) e L'Angelus (1857-59) sono le sue opere più celebri: scene di vita rurale dipinte con una semplicità e una profondità spirituale che ricordano i grandi maestri olandesi del Seicento. Van Gogh le copiò molte volte come esercizio pittorico e le considerava tra le più belle della storia. Dalí dedicò uno studio psicoanalitico all'Angelus. La sua pittura, inizialmente mal accolta dalla critica parigina, divenne enormemente popolare nel corso dell'Ottocento.
La nostra riproduzione
Le nostre riproduzioni delle opere di Millet sono dipinte a mano, olio su tela, con attenzione alla luce dorata e crepuscolare, alla solidità monumentale delle figure e all'atmosfera di quieta dignità che pervade ogni sua composizione.

