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OM 0050 · Giambattista Tiepolo (1696 - 1770)

Trionfo di Flora

1743 · Fine Arts Museums (San Francisco)

Artista: Giambattista Tiepolo (1696 - 1770)

Conservato: Fine Arts Museums (San Francisco)

Dimensioni originale: 89 × 72 cm

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Descrizione dell'opera

Trionfo di Flora – Giambattista Tiepolo (1743)

Nel panorama del rococò veneziano, poche opere trasmettono la stessa gioia luminosa e la stessa
grazia aerea del Trionfo di Flora di Giambattista Tiepolo. Dipinto nel
1743 a olio su tela, in un formato di 71,8 × 88,9 cm, è oggi conservato ai
Fine Arts Museums of San Francisco. Acquistarne una riproduzione pittorica significa
portare in casa uno dei vertici assoluti della fantasia mitologica settecentesca, firmata dal
pittore veneziano più celebrato del suo tempo.

Una commissione illustre tra Venezia e Dresda

L’opera fu commissionata nel 1743 dal veneziano Francesco Algarotti, raffinato intellettuale
e consulente artistico alla corte di Dresda, che ne fece dono al conte Heinrich von Brühl,
potente ministro del re Augusto III di Polonia. Non si trattò di una scelta casuale:
con velata adulazione, Algarotti aveva paragonato le trasformazioni operate dal ministro
Brühl sulle sue residenze all’azione rinnovatrice di Flora nel risvegliare la primavera,
scrivendo che “l’influenza di Flora trasforma i posti più selvaggi in luoghi deliziosi.”

Il dipinto fu spedito a Dresda l’anno successivo insieme ad altre opere acquistate per
Augusto III di Sassonia, in abbinamento a Mecenate presenta le arti ad Augusto.
Nella composizione Tiepolo inserisce anche un discreto richiamo alla fontana dello scultore
Lorenzo Mattielli, presente nel palazzo del conte. Un omaggio sottile al committente,
nascosto nella magnificenza della scena mitologica.

La scena, la luce, la pittura

In un giardino rigoglioso, putti scherzosi imprigionano in volo bianche colombe e
trascinano senza sforzo il carro della bellissima Flora, dea dei fiori e della primavera,
mentre ghirlande fiorite animano ogni angolo della composizione. Il tutto è immerso
in quella luce chiarissima e ariosa che è il marchio inconfondibile di Tiepolo:
colori pastello che virano verso l’azzurro e il rosa, ombre quasi dissolte, figure che sembrano
librarsi senza peso.

Rispetto ad altre allegorie mitologiche dello stesso periodo, questa raffigurazione risulta
assai più raffinata, probabilmente grazie all’influenza di Algarotti, con il suo gusto
delicato e un po’ francesizzante e i suoi orientamenti eruditi. Il risultato è una
composizione in cui rigore ic