OM 0006 · Fra Filippo Lippi (1406 - 1469)
Madonna con bambino
1460 · Galleria degli Uffizi (Firenze)
Artista: Fra Filippo Lippi (1406 - 1469)
Conservato: Galleria degli Uffizi (Firenze)
Dimensioni originale: 64 × 92 cm
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Descrizione dell'opera
La Lippina: umanità e grazia nel cuore del Rinascimento fiorentino
Conosciuta come Lippina, la Madonna col Bambino e due
Angeli è considerata il capolavoro assoluto di
Fra Filippo Lippi (1406–1469) e uno dei dipinti più
amati dell’intera stagione rinascimentale. Realizzata a tempera
su tavola intorno al 1457–1469, misura 92 × 63,5 cm ed è custodita
alla Galleria degli Uffizi di Firenze. L’opera è considerata
priva di interventi della bottega — segno di un committente
eccezionale, forse un Medici, o di un’opera dipinta per sé stesso.
La Madonna siede intenta a contemplare il figlio, verso il quale
rivolge un gesto di preghiera. L’espressione è dolce e quasi
malinconica, come se la madre presagisse il doloroso destino del figlio.
Il piccolo Gesù protende le braccia verso di lei, sorretto da due angeli:
quello in primo piano rivolge lo sguardo verso l’esterno, coinvolgendo
lo spettatore con un volto sorridente. Sullo sfondo si apre
un vasto paesaggio sul mare, con rocce, vegetazione e architetture,
di chiara ascendenza fiamminga.
Intorno all’identità della Vergine aleggia una delle storie più celebri
del Quattrocento fiorentino. Filippo Lippi, monaco carmelitano,
si innamorò di Lucrezia Buti, giovane suora che posava come modella
per le sue opere. Entrambi rinunciarono ai voti, e dalla loro unione
nacque Filippino, destinato a diventare a sua volta un celebre pittore.
Che il volto della Vergine sia davvero quello di Lucrezia non è
documentato con certezza, ma la leggenda ha contribuito enormemente
alla fama dell’opera nei secoli.
Tecnica pittorica: il primato della linea e la luce del Quattrocento
La tavola ha una luce chiara e tersa, colori luminosi e ombre leggere,
con un’importanza data alla linea più che al volume — tratto
distintivo di Lippi e lascito diretto della formazione fiorentina
sotto l’influenza di Masaccio e Donatello. Il taglio ravvicinato,
con le figure poco più che a mezzo busto raccolte nell’esiguo spazio
della cornice in pietra serena, rende la composizione affine a numerosi
rilievi scultorei dei contemporanei fiorentini.
Le aureole sono appena accennate, sottili cerchi di luce
che non coprono il paesaggio retrostante: un dettaglio
che rivela quanto Lippi tenesse alla profondità spaziale e alla
naturalezza della scena. L’acconciatura della Vergine —
una coroncina di perle e veli intrecciati ai capelli,
ispirata alla moda delle nobildonne fiorentine del secondo Quattrocento —
è un altro segnale della volontà di Lippi di incarnare il sacro
nel presente della sua epoca. La composizione divenne
modello di riferimento per le Madonne col Bambino eseguite
successivamente, comprese quelle di Botticelli.
La nostra riproduzione è eseguita con pigmenti di alta qualità
su tavola o tela, nel pieno rispetto della cromia originale.
Puoi commissionar la tua copia nelle dimensioni che preferisci,
mantenendo il rapporto originale di circa 2:3 (larghezza × altezza).
Un’icona del Rinascimento, pensata per lo spazio che scegli tu.

