Dipinto a mano

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OM 0035 · Karl Pavlovič Brjullov (1799 - 1852)

La cavallerizza – Ritratto di Giovannina e Amazilia Pacini

1832 · Galleria Statale Tret'jakov (Mosca)

Artista: Karl Pavlovič Brjullov (1799 - 1852)

Conservato: Galleria Statale Tret'jakov (Mosca)

Dimensioni originale: 206 × 292 cm

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Descrizione dell'opera

La cavallerizza di Karl Brjullov: grazia romantica e intrecci milanesi in un capolavoro russo dell’Ottocento

La cavallerizza è il dipinto più celebre di Karl Pavlovič Brjullov, realizzato nel 1832 durante il lungo soggiorno italiano del pittore. Dipinto a Milano su commissione della contessa Julija Samojlova, l’opera lasciò i contemporanei ammirati per l’abilità pittorica e la grazia del ritratto equestre. Il dipinto resta ancora oggi una delle opere più importanti della Galleria Tretjakov di Mosca.

Le protagoniste sono Giovannina e Amazilia Pacini, figlie del noto compositore italiano Giovanni Pacini. Orfane di madre, le due bambine erano state adottate dalla contessa Samojlova, nobildonna russa trapiantata a Milano, che teneva nel Palazzo del Borgonuovo un vivace salotto frequentato da artisti, scrittori e musicisti. Brjullov era frequentatore assiduo di quel circolo e si era legato sentimentalmente alla stessa contessa, il che rende il dipinto anche un documento affettivo oltre che artistico. A lungo il quadro fu acquistato e catalogato come ritratto della Samojlova stessa; solo in seguito, confrontando le figure con altre tele del pittore, fu possibile identificare con certezza le due ragazze come Giovannina e Amazilia.

Composizione e tecnica pittorica

Il dipinto è strutturato su un’elegante dialogo tra le due figure: Giovannina è in sella a un magnifico cavallo bianco che si impenna con energia, mentre la controlla con disinvoltura e sicurezza; Amazilia, ancora bambina, la osserva dall’alto di un portico, appoggiata alla balaustra, con uno sguardo di muta ammirazione. Il cane ai piedi del cavallo completa la scena, aggiungendo un tocco di vita domestica a una composizione altrimenti monumentale.

Nello stile e nella tecnica pittorica, Brjullov si distinse nettamente dai pittori russi suoi contemporanei: mentre questi ultimi ricercavano una morbida unità tonale percorsa da sottili sfumature en plein air, egli rispondeva con un utilizzo più vigoroso del colore, caratterizzato da grosse chiazze cromatiche dal sicuro impatto visivo. In quest’opera tale approccio si fonde con la sensibilità romantica della maturità: la resa del candore del cavallo, la lucentezza dell’abito da cavallerizza, il verde rigoglioso del parco sullo sfondo e la luce che modella i volti delle bambine rivelano una padronanza tecnica straordinaria. L’artista dovette affrontare il difficile compito di rappresentare armoniosamente una giovane ragazza seduta su un magnifico cavallo senza scadere nel convenzionale ritratto cerimoniale, riuscendo invece a infondere alla scena naturalezza, eleganza e calore.

Pavel Tretjakov acquistò il dipinto a un’asta in cui vennero battute le proprietà della Samojlova, e da allora l’opera non ha più lasciato Mosca. Le dimensioni dell’originale sono circa 291 × 206 cm.

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