Inverno di Arcimboldo, il genio milanese alla corte degli Asburgo
Prima di diventare il pittore delle teste fatte di frutta e verdura, Giuseppe Arcimboldo era un artista lombardo formato nei cantieri del Duomo di Milano, dove aveva lavorato insieme al padre a vetrate e decorazioni. Fu la chiamata alla corte imperiale a cambiare il suo destino: a Vienna e poi a Praga, al servizio di Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, inventò un genere che non aveva precedenti. L’Inverno è forse il risultato più audace di quella stagione creativa.
La storia dell’opera
Arcimboldo giunse a Vienna nei primi anni Sessanta del Cinquecento, e già nel 1563 firmava la prima serie delle Stagioni: l’Inverno di quell’anno è conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Alla corte asburgica non era solo ritrattista, ma anche ideatore di feste, cortei e costumi, un vero regista delle meraviglie di palazzo. Nel 1569 donò il ciclo a Massimiliano II e ne realizzò in seguito varie repliche per l’imperatore, tra cui la serie oggi al Louvre.
Tornato a Milano nel 1587, continuò a lavorare per Rodolfo II, al quale inviò il celebre ritratto in veste di Vertumno, e morì nella sua città nel 1593. Le sue invenzioni, però, gli sopravvissero: imitate da molti, sarebbero tornate di moda secoli dopo grazie all’interesse delle avanguardie.
Descrizione e stile
L’Inverno è un vecchio di profilo, rivolto verso destra, interamente costruito con un ceppo d’albero. La corteccia screpolata disegna le rughe, una cavità scura diventa l’occhio, le labbra sono due funghi carnosi, la barba è un intrico di radici. Sulla testa, rami spogli si intrecciano con l’edera sempreverde, mentre sul petto pende un rametto con un limone e un’arancia, i soli frutti del freddo. Una ruvida stuoia di paglia fa da mantello.
La pittura alterna la precisione del naturalista alla fantasia del poeta: ogni elemento è riconoscibile, ma l’insieme genera un volto vivo, severo e un po’ grottesco. I bruni caldi, i verdi cupi e i gialli degli agrumi si stagliano su un fondo scuro, con un effetto di forte rilievo plastico; fiori agli angoli completano la composizione.
Dipinto a mano, non stampato
Il quadro è una copia d’autore dipinta a mano a olio su tela da copisti selezionati da Directarte, che riproducono l’opera seguendo la tecnica e i colori della pittura del Cinquecento. Non è una stampa: la superficie mostra la vera materia del colore a olio.
Il formato della tela è di 60 × 50 cm, una misura intermedia adatta a molti ambienti. Puoi aggiungere una cornice o un telaio scegliendo tra le opzioni presenti nella pagina.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.